noscuse

Qualche giorno fa mi arriva un messaggio sul mio Messenger. Non utilizzo molto Messenger, generalmente mi arriva pubblicità, ma questa volta è la mitica Rossella. Le avevo mandato un feedback sullo splendido lavoro fatto nella serie “La Casa nella Notte” e pensavo mi avesse risposto.
Rossella invece mi informa che con i ragazzi di ForTune stanno creando un blog sul podcasting.
Mi chiede se ho voglia di condividere la mia esperienza e parlare del mio podcast.

Non nego che la sua richiesta mi abbia lusingato.
Ritornando nella razionalità le ho risposto che sebbene se mi piacerebbe tantissimo c’è un problema.

Il problema e che il mio podcast non credo sia qualcosa che possa interessare più di tanto gli ascoltatori di ForTune, almeno non nella misura di leggere un post che ne parli.

È iniziata una gara a chi ce l’aveva più lungo…

Rossella, che in fondo è una nerd, mi ha risposto che lei ha in mente di fare un articolo sull’uso del Gate (non so cosa sia) nel trattamento della voce dei podcast.

Ok, non vedo l’ora di leggerlo, Rossella è una maestra a riguardo e sicuramente sarà ricco di utili consigli. Per inciso, una delle migliori puntate di Passione Podcast di Andrea Ciraolo (che speriamo non legga queste righe) l’ha registrata lei.

Siccome mi piace vincere facile le ho inviato il link del mio podcast.
A questo punto la risposta di Rossella è stata:
“Ma che cxxxo è il VHDL… Hai vinto tu”

Adesso, a parte che chi ha vinto o perso, tanto non era una gara, abbiamo continuato a parlare su quale potesse essere l’argomento di questo post. L’argomento non vuole essere il VHDL, ma vorrei in queste poche righe portare la mia esperienza da neo-podcaster.

Se è possibile realizzare un podcast che tratti un argomento di supernicchia come il VHDL, ovvero un linguaggio di progettazione hardware, credo che si possa davvero parlare di tutto!!!

Non so come procederà questa avventura, di sicuro registrare davanti ad un microfono significa anche mettersi in gioco ed uscire dalla famosa “zona di comfort”.
Poi può diventare qualcosa di utile anche per gli altri, intanto lo sarà per te stesso.

Con gli strumenti attuali, diventare un mezzo di comunicazione è qualcosa alla portata di tutti. Credo che chiunque abbia qualcosa da dire e raccontare, abbia il diritto e anche il dovere di farlo.

Io sono un ascoltatore seriale di podcast. Tramite il podcast puoi di ascoltare argomenti che ti interessano ovunque e, soprattutto, quando ti è più comodo.
Mi piace scoprire nuovi podcast e soprattutto mi piace interagire con chi li ha creati.

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Ricordo il messaggio vocale di Daniele Di Mauro quando mi sono iscritto al suo canale Telegram nel quale mi dava il benvenuto ed era contento di avermi a bordo in quanto già mi conosceva.
Mentre lo ascoltavo mi sembrava che mi stesse prendendo in giro, invece mi conosceva davvero come “ascoltatore” perché mi aveva sentito nominare nei podcast di Andrea Ciraolo, Giulio Gaudiano, Marco Putelli.

Ho deciso di cimentarmi nell’avventura podcast soprattutto grazie a loro che mi hanno spinto e convinto a provare. Per questo li maled… no scherzo, li ringrazio 😉

Ho avuto l’onore e il piacere di poter conoscere dal vivo molti dei podcaster che seguo, al festival del podcasting a Milano. Anche per questo vale la pena fare un podcast.

Prima di chiudere volevo aggiungere un paio di considerazioni per tutti coloro che sono indecisi se partire nell’avventura podcast.

1) La sindrome dell’impostore.
Chi è indeciso se prendere un microfono per registrare il suo podcast, generalmente è afflitto dalla sindrome dell’impostore:

“chi sono io per parlare di questo argomento,
sicuramente c’è gente più titolata di me”

Tutto giusto, sicuramente ci saranno persone più titolate te, ma non lo faranno come lo puoi fare tu… nel bene e nel male.
Ognuno di noi ha il proprio stile che sarà apprezzato da alcuni e non apprezzato da altri. Paradossalmente più conosci l’argomento più questa sindrome è accentuata.

2) Il perfezionismo
Il perfezionismo è una delle “malattie” che più mi perseguita.
Devo comprare il microfono, devo imparare a fare il montaggio, dovrei fare un corso… e chi più ne ha più ne metta. Il perfezionismo è la cosa che ti fa procrastinare nell’attesa che tutto sia nel posto giusto. Bene ti svelo un segreto. Non succederà mai. Ci sarà sempre qualcosa che non va.
Credo, me ne sto convincendo sempre di più, che sia la scusa che ci raccontiamo per paura di iniziare.

Meglio fatto che perfetto
Per iniziare ti basta un telefono, STOP!

Se vuoi esagerare e non possiedi un iPhone, compra un paio di EarPods Apple (29€ ma si trovano anche a meno) che puoi utilizzare come microfono e inizia a registrare (inoltre sono delle cuffie eccezionali). Audacity per un minimo di montaggio e soprattutto segui qui le istruzioni di Rossella.

(Prima di concludere approfitto del mezzo pubblico per scopi privati.
L’ho già detto più volte ai diretti interessati sia in privato che pubblicamente, lo ribadisco nuovamente. Siamo anche in procinto di organizzare una petizioneRossella Pivanti DEVE riprendere la pubblicazione di Be My Diary e anche il buon Francesco Tassi deve continuare la sua avventura podcast con Io Credo.)
Buona ForTune a tutti!

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