Il primo podcast non si scorda mai

primopodcast

Ho cominciato ad ascoltare podcast quasi per caso. Anzi per noia. Ma il primo podcast non si scorda mai, così dicono (o no?).

È un giorno di sole a Perth, come quasi tutti da quelle parti.
Passeggio con calma, nelle prime ore del mattino, verso il mio cafè preferito, quando ad un tratto, inaspettatamente direi, l’audiobook che stavo ascoltando… finisce. Mi fermo e scorro veloce tra la lista degli audiobook nel mio iPhone, ma niente, li avevo ascoltati tutti.

Ed ora sono li, sotto il sole, fermo sul lato della strada, io le mie cuffie e una decina di pappagalli lassù, in qualche albero, ad osservare un me inebetito, con le cuffie nelle orecchie, ma senza suono, come quando fai finta di ascoltare musica, quando invece non vuoi parlare con nessuno.
L’app degli audiobook non mi dice niente di positivo, per cui osservo lo schermo in cerca di ispirazione, quando vedo l’icona viola e inviolata fino a quel momento di Apple podcast. Clicco dubbioso.

Compaiono contenuti ovunque. Scorro veloce in cerca del niente di preciso, solo per capire la portata della cosa. Sembra esserci un podcast per ogni argomento, per cui inizio a cercare a caso.

Clicco il tasto ricerca e scrivo il primo argomento che mi viene in mente

…tipico di chi se ne sta lì, imbambolato in mezzo alla strada, sotto il sole Australiano, nella giornata perfetta verso il primo dei vari caffè: “fantasmi esorcismo”.

Click. Trenta secondi dopo cammino sorridente ascoltando il primo episodio di Black Tapes, una delle serie podcast più belle a mio parere, in cui la protagonista, in stile docu-drama (che figata i termini podcast), cerca di scoprire tutto sull’esistenza di fantasmi e demoni assortiti. Ovviamente la cosa scappa di mano e si ritrova in un vortice di eventi e personaggi che la trascinano verso incontri ed esperienze sempre più dark, sempre più al limite della realtà.

Il tutto impostato come se fosse un’indagine vera, una sorta di reportage, contornato da effetti sonori perfetti e personaggi degni di film. Insomma lo consiglio a tutti.

Da quel giorno non ho più smesso. Quella giornata ha dato il via ad una serie lunghissima di podcast diversi, fiction e non-fiction, che alterno agli audiobook, sempre presenti. In totale, al momento seguo una trentina di podcast e una ventina di audiobook. In pratica cerco di non rimanere mai più senza contenuti in mezzo ad una strada sotto il sole. O in mezzo alla nebbia di Milano, dove sono adesso.

A proposito, vi chiederete come sia andata poi a finire quella giornata immagino… E anche qualora non ve ne freghi assolutamente niente, vi dico che il primo episodio ha innescato l’ascolto ininterrotto di tutta la prima stagione. Ascoltavo podcast durante quel caffè, la passeggiata volutamente allungata di ritorno, alcuni lavoretti a casa, un salto al supermercato e uno in spiaggia (non farebbe Australia senza un salto in spiaggia), durante un mojito fatto in casa mentre mi godevo il tramonto dal mio balcone e la sera, fino a dopo che la luce si era già spenta da un po’.
Ebbene si, mi piace un sacco stare da solo.

Ma lo sei veramente quando hai ore di podcast da ascoltare?

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