Audio Magazine

audio magazine

Andiamo oltre il podcast, spalanchiamo nuovi orizzonti, costruiamo nuove opportunità.
La voce ce lo permette.

Ti presento il modello audio-rivista, o audio magazine se vogliamo fare gli anglofoni.


Un eccellente caso di taroccamento del nome? Il rebranding che vuole rivendere aria fritta?

Tutt’altro.

Noi diamo importanza alle parole. Le parole plasmano il nostro pensiero.

Se non ci credi prenditi anche tu una sberla da Nanni Moretti che in “Palombella Rossa” schiaffeggia l’incauta giornalista dei luoghi comuni urlandole: “Come parla? Le parole sono importanti!” (la scena cult la trovi QUI)

Nella nostra mente podcast ha un posizionamento molto chiaro: è uno strumento che asssomiglia ad una trasmissione radio rivolto, attraverso canali precisi – ForTune, Spreaker, iTunes, Spotify – ad un pubblico ampio e generico per trasmettere un messaggio e dei contenuti specifici.

Realizziamo la nostra trasmissione, che sia modello Netflix, una stagione, o modello RAI, senza fine; la pubblichiamo; dialoghiamo con gli ascoltatori.

Vorrei uscire da questo schema, che è ampio e bello, ma per certi versi limitante.


L’audio può essere usato in molti altri modi che assomigliano certo ad un podcast -realizzo una serie di contenuti audio con uno schema preciso e lo rendo disponibile tramite la rete- ma che possono andare oltre.

In molti modi, ad esempio:

  1. Limitare il pubblico: pensiamo alle possibilità date un ambito di crescita delle competenze, o dello spirito aziendale, se usiamo di uno show audio per i nostri soli dipendenti, che si tratti della rete commerciale o di coloro che hanno partecipato ad un programma formativo  specifico chessò sulla lean production o sulla leadership. Il mio podcast diventa una occasione per sviluppare temi specifici utili alla popolazione di riferimento.
  2. Coinvolgere gli ascoltatori: restiamo sempre all’interno del mondo dell’azienda. Spesso si cerca di tenere viva una rivista interna, una newsletter, che racconti la vita dell’impresa e alimenti lo spirito di corpo e di squadra. E si percepisce la fatica di chi ha questo incarico. Molto più facile raccogliere la voce e un breve racconto da condividere poi con tutti i collaboratori.
  3. Trasformare il podcast in rivista: vale a dire assemblare diversi brevi interventi audio intorno ad un tema specifico, magari con più voci, così come una rivista propone svariati articoli di autori diversi legati dal filo del tema del periodico e di quello specifico numero.
  4. Proporre la radio del negozio: la tua azienda ha un canale distributivo che porta i suoi prodotti agli utilizzatori? Perché non lavorare con il canale per creare un prodotto adatto ai loro punti vendita con audio che aiutino i clienti a fare scelte e che possono diventare un interessante regalo da scambiare con un indirizzo mail o un account?Queste sono solo alcune idee che possono derivare dal concetto più ampio di strumento audio. Quali altri te ne vengono in mente?  Che cosa puoi condividere con noi?

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